CamperZone
by on 10 September 2018
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Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo desiderato di mollare tutto e cominciare a vivere in modo spensierato trasformando il camper nella propria abitazione principale. Per molti di noi, questo rimane un sogno nel cassetto, ma fortunatamente c'è chi lo ha fatto ed è pronto a condividere le proprie esperienze con noi di CamperZone! Una di queste persone è Cristiano Fabris (autore del blog LiberaMenteInCamper) a cui abbiamo fatto qualche domanda per capire meglio quali sono i vantaggi e gli svantaggi della vita in mobilità.

1 - Devi avere un buon motivo

Chi ha deciso di vivere in camper deve avere prima di tutto un ottimo motivo per farlo. Nel caso di Cristiano, gli eventi della vita lo hanno portato a lasciare una casa ed un lavoro stabile per trasferirsi vicino al proprio partner e all'ufficio dove svolgeva il suo lavoro precario. Ma si sa… La vita è piena di imprevisti, il che ha portato Cristiano a ritrovarsi senza un lavoro stabile e con un mutuo ancora da pagare. Così ha deciso di trasformare il suo camper nella sua abitazione principale. Una scelta che si è rivelata vincente in quanto gli ha permesso di non perdere la casa e di riconquistare la felicità.

2 - I primi passi per una vita in camper

"Qual è il primo passo per iniziare una vita esclusivamente in camper? Ci sono dei preparativi particolari?" A questa domanda Cristiano ci ha risposto in modo tutt'altro che banale dandoci un paio di spunti che risultano assolutamente indispensabili per non incorrere in problemi di vario tipo, tra questi vi sono:

  • Decidere dove far recapitare la corrispondenza
  • Cambiare la residenza
  • Il medico generico

Per quanto riguarda la residenza e la corrispondenza, esiste una soluzione che la maggior parte di noi ignorano totalmente: la casa comunale. Si tratta di un indirizzo fittizio messo a disposizione da tutti i comuni italiani per i cittadini senza fissa dimora. Non corrispondendo ad un'abitazione vera e propria, la corrispondenza non potrebbe mai arrivare a destinazione, ma fortunatamente esiste una soluzione proposta da Poste Italiane: Seguimi, un semplice servizio molto simile al classico fermoposta, ma con qualche aggiunta tecnologica che facilita non poco le cose…

Il problema del medico è più ostico da aggirare, ma fortunatamente, Cristiano ci ha dato un paio di consigli anche su questo aspetto. Avere un medico di base nella città attuale è impossibile visto che può seguire esclusivamente i cittadini della città interessata. Le uniche due soluzioni possibili sono: il pronto soccorso e la guardia medica turistica. Quest'ultima, al contrario di una guardia medica classica, è in grado di certificare i giorni di malattia validi per l'INPS (utile in caso di lavoratori dipendenti).

Sicuramente ci sono altre cosucce da tenere in considerazione, ma nulla che non considereresti durante un comune trasloco.

3 - Calcolare i costi e mettere un gruzzoletto da parte

A detta di Cristiano, la vita in camper è nettamente più economica della vita in casa. Secondo le sue stime, si parla di un costo di circa 500€ al mese, tutto compreso.

Una cifra prettamente indicativa in quanto il costo effettivo varia da innumerevoli fattori (passeggeri, km da percorrere, utilizzo dei servizi, tipi di soste, ecc), tuttavia è sufficiente per capire quanto è necessario mettere da parte per il primo periodo e se il gioco può valere effettivamente la candela.

"La spesa per il cibo, il riscaldamento e l'abbigliamento sono quasi dimezzate: il frigo è piccolo quindi si compra spesso e solo il necessario. Se hai freddo cerchi località con clima più mite e non spendi troppo per il riscaldamento, inoltre il guardaroba in camper è necessariamente più piccolo e tutto ciò che hai lo usi necessariamente."

4 - Il lavoro prima di tutto

Anche se il costo della vita in camper è inferiore a quello di una casa e offre una maggiore dinamicità, è comunque necessario portare dei soldi in casa… O meglio: in camper!

Per questo motivo, cerca di capire se il camper potrebbe rappresentare un problema per il tuo lavoro attuale. Nel caso non lo sia, il camper non è altro che un plus per il mondo lavorativo odierno pieno zeppo di precarietà e di continue richieste di trasferimento (una risorsa che non mette radici è sicuramente più apprezzata di chi è restio a spostarsi).

A tal proposito Cristiano ci riporta la sua esperienza lavorativa e quella di decine di figure professionali: "In quattro anni di vita on the road ho incontrato chef a domicilio, professori di latino e greco, personal trainer, insegnanti di yoga e persino genitori separati che lavorano comunemente in un ufficio."

5 - Preparati al cambiamento: meno comfort, più natura

Uno degli elementi più importanti da considerare è l'abbandono dei comfort garantiti da un ambiente casalingo: "In vacanza ti adatti per 10 giorni o due settimane, tanto sai che poi torni a casa. Quando invece vivi in camper quella scomodità diventa per tutti i giorni la tua compagna, quel difetto, il tuo incubo di notte e quello spigolo… L'arma che ti ferirà ogni momento in cui sei sopra pensiero."

Quando abbiamo chiesto a Cristiano se la vita in camper può rappresentare un ostacolo per le famiglie con figli, non ha battuto ciglio dicendo: "È una scelta che consiglio a chi è in grado di vivere la vita in modo pratico e senza fronzoli. Insomma per chi ama un tramonto piuttosto che una serie TV."

Insomma… Si tratta di un radicale cambio del proprio stile di vita, un qualcosa che ti cambia nel profondo e che ti mette difronte ad una serie di vantaggi, ma anche difronte ad innumerevoli ostacoli, specialmente nel contesto sociale del nostro Bel Paese. A tal proposito Cristiano ci ha riferito: "...Tantissimi pregiudizi. In Italia si pensa ancora che il camper sia uno strumento per la vacanza, se lo trasformi nella tua casa allora sei un rom."

I principali vantaggi e svantaggi della vita in camper

A questo punto è arrivato il momento di tirare le somme e abbiamo chiesto a Cristiano di elencarci quali sono i 3 vantaggi e svantaggi principali della vita in camper. Tra i vantaggi troviamo:

  • La possibilità di decidere se avere vicini e quali avere
  • Puoi cambiare località da un giorno all'altro con estrema facilità
  • Ci si sente sempre in vacanza, il che permette di avere uno stato d'animo che ti fa vivere in totale tranquillità ed in armonia con te stesso

Ma come tutte le cose, anche la vita in camper non è tutta rose e fiori, per questo motivo abbiamo anche 3 svantaggi di non poco conto:

  • Avere a che fare con persone che non amano un camper parcheggiato davanti al proprio negozio o attività di vario tipo
  • Ci si deve ricordare costantemente dell'acqua e del gas
  • I problemi con la sosta libera nelle grandi città

Insomma, anche se potrebbe sembrare il top per un camperista, anche la vita in camper non è perfetta. Anzi, in fin dei conti per alcune persone potrebbe rappresentare un vero e proprio incubo... E tu cosa ne pensi? Hai mai vissuto per più di un mese in camper? Condividi le tue esperienze nei commenti qui sotto e non dimenticare di fare un salto sul blog di Cristiano Fabris (LiberaMenteInCamper.it) che ringraziamo ancora una volta per la sua disponibilità.

Post in: Travels
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