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Acitrezza: la Festa di San Giovanni Battista e la Sagra del pescespada

Acitrezza: la Festa di San Giovanni Battista e la Sagra del pescespada

Pubblicato in: Italia / - Da - Jun 13, 2018

Acitrezza: la Festa di San Giovanni Battista e la Sagra del pescespada

di Giuseppe Trovato

 

Un mese intero di festeggiamenti per onorare il Santo patrono di Acitrezza: San Giovanni Battista. La partecipazione del paese alla festa è corale, il piccolo borgo marinaro si riempie in maniera inverosimile di gente proveniente dai paesi vicini ed anche dalla vicinissima Catania. Le radici della festa sono remote, antichissime, così come antico è il culto di San Giovanni Battista in tutto l’Oriente e l’Occidente cristiano. La fede e la storia sono gli elementi fondamentali di un sentimento religioso nel quale convergono leggende e riti, la cultura popolare e quella dotta. Lo scrittore Giovanni Verga ha ambientato ad Acitrezza i Malavoglia, storia di una famiglia di pescatori che cerca, senza riuscirci, di riscattarsi dalla miseria; Luchino Visconti il film La terra trema, Omero il racconto del ciclope Polifemo che scaglia contro Ulisse i tre faraglioni di roccia vulcanica che ancor oggi si ergono tra le onde a poca distanza dalla costa. Acitrezza ha le sue radici nella terra vulcanica, una terra capace di coniugare insieme elementi diversi, la bellezza dei luoghi, la sofferenza degli abitanti, la trasparenza del mare che lambisce la scogliera nera, puntellata, oggi, da una infinità di ristoranti, trattorie e chioschi che propongono bevande dissetanti e pietanze che lasciano in bocca i sapori del mare e dell’Etna. La cultura e la ricchezza di Acitrezza nascono dai suoi fondali, dai mitili, dai pesci e soprattutto dalla pesca del pescespada. Sono tutti elementi che si mescolano nella devozione popolare e spiegano il successo della festa religiosa e della Sagra. La giornata clou è il 24 di giugno. Nelle prime ore del pomeriggio si svolge lo spettacolo “U pisci a mari”. Appuntamento allo Scalo di Alaggio, nel porto, nella piazzetta dei Malvoglia, davanti la chiesa di San Giovanni Battista. Un pubblico entusiasta e partecipe assiste alla pantomima: le barche dei pescatori inseguono il pescespada, ossia un altro pescatore, che fugge nuotando disperatamente, immergendosi nelle acque, per poi riemergere e tornare a scomparire. E’la lotta eterna tra l’uomo e la natura, una lotta scandita in dialetto siciliano, antico e tragico. Ferito mortalmente e issato sulla barca dal capo rais e dai suoi uomini stremati dalla fatica, il pescespada, con un ultimo guizzo, scompare nei flutti che si tingono di rosso. Non c’è vittoria, ma neppure rassegnazione. Alle ore 20 la festa ricomincia con la Sagra.

Nei giorni precedenti, le spadare hanno consegnato il loro prezioso tesoro. Decine di cuochi si alternano nella cottura del pescespada condito con origano e olio e cotto da abili cuochi su quattro enormi griglie. Mentre i visitatori fanno un’ordinata ressa per entrare nel recinto della sagra, l’odore del pesce sulla griglia si diffonde in tutto il paese spinto da un refolo di vento che stempera la calura estiva. Sul Lungomare dei Ciclopi, tra le bancarelle che espongono i prodotti locali, scendono le ombre della sera, ma la festa continua per tutta la notte e anche nei giorni e nelle settimane successivi con altri appuntamenti all’insegna della tradizione e della cultura.

Per il calendario della Festa, basta consultare il seguente link: http://www.festasangiovanni.it/

Per i camperisti alla ricerca di un campeggio si segnala quello più vicino, il Park Ionio: http://www.campingjonio.com/

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