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Ma cosa c'è da vedere a Catania ?

Ma cosa c'è da vedere a Catania ?

Pubblicato in: Italia / - Da - Jul 16, 2018

Dialogo con un forestiero in visita in città

Ma cosa c'è da vedere a Catania?

di Giuseppe Trovato

La natura, la fatica degli uomini e la Storia hanno lasciato a Catania un patrimonio artistico e culturale notevole, diffuso in tutto il territorio. Da vedere c'è tanto e non bastano neppure tre giorni per esplorare tutto.

Ma andiamo con ordine.

Inizia, di buon mattino, in libreria, acquista una guida “veloce”, ma esauriente. Non ti limitare a vedere con gli occhi, guarda con la mente e il cuore. Ti innamorerai di una città bellissima che ha quasi l'età di Roma. Dopo la libreria, vai in Piazza Duomo. Gli edifici attorno sono Patrimonio dell'Umanità ... mettiti al centro, vicino alla Fontana dell'Elefante e cerca di leggere la Storia scritta sulla facciata della Cattedrale, sulla facciata del Comune, sul Palazzo dei Chierici, allunga lo sguardo verso la Badia di Sant'Agata e avrai, così, scoperto l'immensa bravura dell'architetto Vaccarini; lasciati incantare dalla bellezza delle sue architetture, dalla musicalità delle forme. Adesso hai cominciato a capire, ma non ti sei ancora innamorato....entra dentro, vai nella sacrestia del Duomo, osserva attentamente l’affresco di Platania sull'eruzione vulcanica del 1669, guarda com'era Catania in quel secolo, poi scopri l'interno della Chiesa, le Cappelle, i camminamenti normanni, le tombe dei re aragonesi, il volto bellissimo della Regina Costanza, la Cappella di Sant'Agata, il monumento a Vincenzo Bellini. Quando esci non trascurare le Terme che si aprono sul sacrato, fatti raccontare la storia e la leggenda dell'elefante simbolo di Catania, la raffigurazione dei due fiumi, vai al Museo Diocesano e sali sulla sua terrazza. Entra nella Badia e poi sali oltre la lanterna, goditi Catania dall'alto.

Se senti voci concitate... sono quelle che provengono dalla pescheria, pochi passi e ti trovi in un luogo pittoresco: suoni, colori accompagnano la vendita del pesce, tutt'attorno un tratto della cinta muraria del XVI secolo e tanta, tanta storia.

Adesso fermati un attimo; ti sarà venuta fame ... guardati attorno, hai solo l'imbarazzo della scelta. Non so quanti giorni rimarrai ... non so neppure se ti sei già innamorato della città. Fammelo sapere ...

II

Mi hanno detto che hai apprezzato molto il “cartoccio”in carta paglia con “fritturina di mare” comprato vicino alla fontana che i catanesi chiamano “acqua a lenzuolo”. Hai scelto bene … in pescheria il pesce è più buono, il cartoccio velocizza la passeggiata, mette insieme i sapori e i saperi ed entri in sintonia più facilmente con i pescatori che proprio in quel luogo, in piazza Benedetto Alonzo, agitano coltelli, accarezzano il bianchetto, urlano mentre portano sulle spalle il pesce spada, alzano al cielo enormi pesci. Scopri l’autenticità pasoliniana del contesto, i visi scavati, i banchi intrisi di sangue, gli enormi recipienti di plastica pieni di acqua e di pesci guizzanti. La pescheria è da vivere momento dopo momento, immergendosi nella folla che assedia i banconi, resistendo agli spintoni dei venditori di prezzemolo, ai richiami dei commercianti ed anche al fascino in pietra lavica della fontana dei sette canali. Quando uscirai dal suk porterai con te mille volti, la tua mente vacillerà tra odori intensi e forti. Nella guida hai letto che il dominus della zona è l’invisibile, ma presente, fiume Amenano. Lo puoi vedere … ma non ti aspettare molto. Cercalo nella cantina di un ristorante vegano, vicino alle Terme romane dell’Indirizzo, in Piazza Currò… lo vedrai ingrottarsi tra le rocce laviche e allontanarsi, stranamente, dal mare. La storia di Catania è stata segnata dai terremoti e dalle eruzioni vulcaniche che frequentemente ne hanno cambiato l’aspetto. Il Lago di Nicito è scomparso nel nulla, l’intera costa dominata dal Castello Ursino è stata sommersa da un enorme bancone lavico penetrato nel mare per oltre due chilometri.

Ma la memoria dei luoghi è sopravvissuta nell’arte e nella letteratura.

Devi deciderti.

Se il percorso che, fin qui, hai compiuto comincia a lasciare tracce dentro di te, allora ti invito a coltivare questo sentimento. Vai all’antica libreria Prampolini, troverai i libri che raccontano l’anima della città e dei catanesi … non è molto distante dai luoghi dove ti trovi adesso. Prima scendi nel Pozzo Gammazita, poi, visita le sale del Castello Ursino, osserva i reperti archeologici romani e greci sopravvissuti alla barbarie di chi ha tentato di cancellare la memoria del passato. Nelle pieghe delle leggende e della storia troverai i segni del tempo presente.

Prima di raggiungere la parte alta di via Garibaldi, guardati attorno; edifici vecchi e nuovi convivono insieme in uno strano mix; botteghe chiuse, saracinesche divelte, locali restaurati, pub, bar, ristoranti, trattorie, stanno l’uno accanto all’altro. Di notte la zona si riempie di giovani, ma ancora è presto per fermarti perché ti aspettano il complesso archeologico del Teatro romano e l’ Odeon, la casa-museo di Giovanni Verga e quella di Vincenzo Bellini, senza trascurare il piccolo, ma intrigante museo dedicato ad Emilio Greco. L’opuscolo che hai acquistato ti guiderà nella visita insieme con le hostes che incontrerai. A me che sommessamente accompagno i tuoi passi, preme sottolineare il rapporto identitario che la città ha con i suoi intellettuali più prestigiosi, in particolare con Vincenzo Bellini e la sua musica. E’ vero … alcune delle cose viste in questo percorso fanno parte, forse, del tuo bagaglio culturale, ma sono altresì convinto che cominci a sentirti come a casa tua, stai componendo, con tanti tasselli, l’immagine della città.

Sono felice per te. Se ti va, ti aspetta una serata di musica nei pub.

III

So per certo che stanotte hai fatto le ore piccole non per l’intrattenimento musicale nel pub dove hai cenato, ma per le ore che hai dedicato alla lettura dei libri comprati. Ma perché tanti libri? Non ti sentire in disagio … sai tutto sul Barocco catanese, sulle sue peculiarità, sulle sue connotazioni estetiche che lo rendono unico ed irripetibile. A conferma di ciò ti suggerisco, oggi, di visitare la via dei Crociferi, la via conventuale della città, quattro chiese con tre monasteri e un collegio. formano una scenografia imponente. Cogli l’insieme, cerca la prospettiva più inclusiva, ma non trascurare i dettagli.

Inizia con Villa Cerami … costruita alcuni decenni dopo il terremoto del 1693 su uno sperone dell’allora panoramica collina di Montevergine, oggi è sede della Facoltà di Giurisprudenza. Leggi l’epigrafe posta sulla graziosa fontana accanto all’ingresso e sicuramente farai le stesse considerazioni che fanno tutti. Superato il bel portale, la Villa appare in tutto il suo splendore: lo scalone di marmo, i loggiati, le terrazze; le linee sobrie dell’edificio ornano una delle più belle costruzioni del 700. Poco distante vi è l’antica Cattedrale di Catania, sulla quale , presto, torneremo. Intanto, dopo aver letto la biografia dei Cerami, ritorna in via dei Crociferi. Trovi la chiesa San Camillo dei padri Crociferi che si stabilirono in città proprio in quegli anni. Da loro prende il nome la via. La parte più suggestiva sta dopo l’incrocio con la Salita San Giuliano. Tralasciamo le leggende e prepariamo l’animo ad accogliere le suggestioni che la Bellezza può suscitare. Il movimento e i chiaro-scuri della facciata formano l’ “onda barocca”.

Vaccarini, progettista della chiesa, ha lasciato segni indelebili. La razionalità delle linee convive con decori e motivi barocchi, con l’illusione di trovare, in corrispondenza dei tre ingressi, tre inesistenti navate. La navata ottagonale interna non ti sorprenderà (hai letto bene), ma sicuramente ti meraviglieranno le tele esposte e il pavimento marmoreo.

Proprio di fronte, trovi il Collegio dei Gesuiti e la Chiesa di San Francesco Borgia. Due gioielli, ricostruiti dopo il terremoto del 1693. Come hai letto ci son voluti più di quaranta anni per dare al Collegio una struttura definitiva. Gli architetti che vi hanno lavorato sono stati più di quattro ed ognuno ha lasciato qualcosa di diverso, anche perché, nel corso degli anni e poi dei secoli, la destinazione d’uso è cambiata ed ha imposto altri cambiamenti. Ad oggi (2017) sono in corso lavori per ospitare la sede decentrata del Museo Egizio di Torino. Se ti piace l’arte della filigrana, vai nell’area scholarum, nel primo cortile, e fermati … fin quando il tuo senso estetico sarà appagato.

Accanto al Collegio, un’alta scalinata a doppia rampa ti introduce alla Chiesa di San Francesco Borgia. Affidata ai Beni culturali è sede di eventi, Nella facciata e all’interno, vi sono colonne binate di marmo e statue che richiamano la storia dei gesuiti. La breve via San Benedetto ti conduce al Palazzo Asmundo, uno dei primi ad essere ricostruito dopo il terremoto del1693. Nel balcone sopra l’ingresso vi è lo stemma della famiglia, una delle più antiche della Sicilia.

  1. ritorniamo in via dei Crociferi per visitare il suo gioiello; la Chiesa di San Benedetto e il Monastero delle benedettine, ricostruiti a partire dai primi anni del 1700. Il complesso è un autentico gioiello in stile tardo barocco. Una cancellata in ferro battuto, difende l’ampia scalinata. Da notare che le scalinate delle chiese coeve colmavano spesso i dislivelli stradali e nel contempo erano in linea con l’effetto-meraviglia voluto dal barocco. La chiesa progettata da Alonzo di Benedetto ha una facciata imponente, movimentata da tante colonne e numerose statue, tutte con un significato simbolico, riportato nella guida che hai in mano. Si accede attraverso l’ampia e meravigliosa Scalinata degli Angeli; l’interno è prezioso e sontuoso. Alte finestre inondano di luce l’unica navata, affreschi straordinari ornano le pareti e la volta. All’ingresso ti hanno consegnato un’audio-guida, segui le indicazioni e scoprirai i tanti motivi che legano la chiesa e il monastero delle benedettine al cuore dei catanesi. Soffermati nel parlatorio settecentesco che fu set del film di Franco Zeffirelli “Storia di una capinera”, tratto da un romanzo di Giovanni Verga; dietro le grate non vedrai i visi delle monache, ma il sei di febbraio , quando il fercolo con il busto di Sant’Agata si fermerà davanti al sagrato della chiesa, ne potrai ascoltare il canto mattutino rivolto alla Vergine, nel silenzio più assoluto della folla che gremisce la strada. La visita si conclude passando attraverso la domus romana rinvenuta nel sottosuolo della chiesa e il Museo d’arte moderna. Scendendo verso via Vittorio Emanuele, subito dopo l’arco che unisce le due badie, sulla sinistra , preceduta da un’ampia scalinata, trovi l’ultimo gioiello di via dei Crociferi: la Chiesa di San Francesco. Due campanili sovrastano la facciata barocca, elegante e preziosa, con numerose colonne e statue. Mentre leggi la descrizione coglie il contesto della piazza. Al centro, la statua dell’abate Dusmet, seppellito nella Cattedrale, di fronte il Palazzo Gravina Cruijllias con la casa-museo di Vincenzo Bellini ed il museo Emilio Greco, che hai già visitato. All’interno della Chiesa c’è l’organo su cui si esercitava, da giovane. Bellini e gli affreschi di Olivo Sozzi.

Non sembri stanco, hai appena ultimato la visita alla via più bella ed intrigante di Catania, un percorso di rara Bellezza che ti ha appagato. Adesso sai che a Catania ci sono molte cose da vedere e ci sono tanti altri edifici da scoprire.

Ti consiglio un pasto frugale in una rosticceria e scoprirai la tavola calda di Catania. Buon appetito … L’arancino ti racconta tutto della Sicilia, i suoi ingredienti narrano la storia dell’isola, dai greci ai giorni nostri. Per questo motivo piace tanto.

  1. aspetta il Monastero benedettino di San Nicolò l'Arena. Costruito nella parte alta della città, in località Cipriana, il Monastero riassume la storia di Catania. Distrutto, ricostruito, danneggiato e ancora restaurato ed ampliato, per dimensioni è il secondo in Europa. Grazie alla lungimiranza del rettore Giuseppe Giarizzo, oggi, è sede, della Facoltà di Lettere e Filosofia. Giarizzo, con perspicacia e forza intellettuale, volle che diventasse sede universitaria per affidare simbolicamente ai giovani e alla cultura, la città e la sua storia. Un progetto ambizioso, ma necessario: far dialogare il passato con il presente per costruire il futuro su basi solide. E’ questo il significato profondo del riconoscimento da parte dell’Unesco di “patrimonio dell’umanità”. A questa memoria culturale ci ispiriamo nella stesura di queste pagine.

La visita è guidata da "Officine culturali", un’associazione di giovani molto competenti e preparati, che si autodefiniscono “belli, giovani e molto occupati”. L’ufficio si trova subito dopo l’ingresso da Piazza Dante. Non ci soffermeremo sui dati e le indicazioni che ti daranno, vogliamo solamente rivolgere la tua attenzione su alcuni dettagli, spesso trascurati; gli stucchi lungo le pareti dello scalone monumentale, il Caffè house nel Chiostro di levante, i marmi in quello di ponente, la cucina e il refettorio, i mosaici della domus romana nei sotterranei, le pietanze raffinate descritte da Federico De Roberto nel romanzo “I Vicere”, il suggestivo corridoio con le stanze dei monaci, il coro della notte, i giardini pensili ricavati da un bancone lavico. Sulla presenza dei benedettini a Catania e sul loro ruolo di guida politica sono stati scritti numerosi libri, a riconoscimento della loro vicinanza alle necessità della popolazione. Storie vere e leggende stanno alla base di una narrazione che ha alimentato la storia dell’edificio e dei suoi abati, una storia infinita alla quale, ancor oggi, si ispirano artisti ed eventi. Il Monastero circonda da tre parti l’immensa Chiesa di San Nicola. Il prospetto è imponente ed incompiuto, l’interno vastissimo, lo stile oscilla tra il tardo barocco ed il neoclassicismo. E’ più grande della Cattedrale, interessanti le pale sulle pareti interne, l’organo, la meridiana di 40 metri, lo spettacolo che l’Etna e la città offrono a chi visita la Cupola. L’organo è l’opera più importante di Donato Del Piano che vi lavorò per oltre dodici anni e continuò a curarlo sino alla morte. Composto da 2.378 canne in legno e lega di stagno, sei mantici, cinque tastiere e settantadue registri, può riprodurre qualsiasi strumento musicale ed essere suonato in contemporanea da tre organisti.

 

L’ultimo straordinario gioiello del Monastero sono le Biblioteche Riunite " Civica e A. Ursino Recupero " con la splendida "Sala Vaccarini”. Qui è custodita l’anima della città. Prima di cominciare la visita vorrei presentarti la dott,ssa Rita Angela Carbonaro. Ascoltami attentamente, fai bene a non avere più fretta … la tua visita, adesso, si è trasformata; non sei più un turista frettoloso.

Lo so il tuo tempo si sta esaurendo, ma le motivazioni che hai dentro sono forti. La dott.ssa Rita Angela Carbonaro ha una grande capacità di ascolto, chiedile di farti da guida. Sono sicuro che apprezzerà le tue motivazioni ed, eccezionalmente, acconsentirà.

Il patrimonio della Biblioteca è immenso: 210.000 volumi, 4.000 cinquecentine, una Bibbia miniata in oro, una copia quattrocentesca della Commedia e tanto, tanto, altro. La Direttrice ti spiegherà la storia della Biblioteca, la rarità di una Collezione che dal 2002 , insieme con gli ambienti ideati da Vaccarini, fa parte del Patrimonio dell’Umanità. Quando tra scaffali e scale in legno, arriverai alla Sala Vaccarini rimarrai sopraffatto dalla bellezza dello scenario e dall’emozione che metterà a soqquadro il tuo animo.

Adesso, caro amico mio, hai capito !

Riparti da Catania sommerso da sensazioni e sentimenti forti di cui non riesci più a liberarti e neppure a farne a meno. Per questi motivi, sono certo che ritornerai … ci sono ancora molte “cose” da vedere, ci sono ancora molte emozioni da vivere.

Giuseppe Trovato

Giuseppe

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