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I BORGHI PIÙ BELLI D'ITALIA - PARTE 19

I BORGHI PIÙ BELLI D'ITALIA - PARTE 19

Pubblicato in: Viaggi / - Da - Oct 31, 2018

Follina (Veneto) – Il borgo della lana

Follina (Fuina in veneto) è un comune italiano di 3 855 abitanti della provincia di Treviso. Follina deriva dalla “follatura” della lana che nel secolo XI i monaci insegnarono alle genti di questo borgo e che negli anni si sviluppò favorita dall’abbondanza di pascoli e dall’acqua che faceva girare i folloni, gli strumenti per la lavorazione della lana, fino a diventare oggi un’attività simbolo della qualità Made in Italy.

 

Scoprendo il Borgo

Alle porte di Follina sorge la Serica della Marca, che fornisce sete, filati e tessuti ai marchi più importanti della moda internazionale. Le passeggiate per le vie del centro accoccolato attorno all’Abbazia consentono di ammirare i palazzi che nei secoli hanno ospitato questa produzione: palazzo Barberis – Rusca, palazzo Bernardi, palazzo Tandura.

Ma Follina è anche natura e gusto: adagiata nella terra che comprende i comuni della denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è punto di partenza per passeggiate tra colline di vigneti, boschi e sorgenti. L’Abbazia di Follina è ancora oggi il centro di vita culturale che ospita i Concerti D’Alta Marca nella cornice dell’antico Refettorio.

 

Cucina locale ed eventi

Follina è uno dei borghi del circuito Primavera del Prosecco, la rassegna che ogni primavera omaggia il celebre vino e il suo territorio. Tante sono le pietanze da accompagnare, come anche a un buon calice di Prosecco. Se vi troverete a passare da queste parti in autunno inoltrato, non potrete rinunciare ad un risotto ai funghi, raccolti sulle montagne che circondano Follina, o ad una zuppa di fagioli con radicchio trevigiano, così come non mancheranno in tavola il radicchio ai ferri o l’oca arrosto in salsa peverada o come antipasto dei gustosi crostini al radicchio e speck d’anatra.

Follina torna ad essere il paese della lana e della seta. Nell’area dismessa dell’ex Lanificio Paoletti con la regia della Compagnia della Lana e della Seta ha preso il via la rassegna La Via della Lana, aperta a interessanti contaminazioni tra manifattura tessile, arte e design.

Sagra di Pentecoste secolare evento che come piatto tipico oltre allo spiedo propone la trota cucinata in vari modi.

 

Curiosità ed acquolina in bocca!

Non resta che visitare Follina e condividere la vostra giornata su CamperZone!

 

Ulteriori info: http://turismofollina.it/

 

Passignano sul Trasimeno (Umbria) – Il piccolo borgo

Passignano sul Trasimeno è un comune italiano di 5 712 abitanti della provincia di Perugia in Umbria. Sorge su un promontorio situato sulla sponda settentrionale del Lago Trasimeno e fa parte della Comunità montana dei Monti del Trasimeno e dell'Associazione de I borghi più belli d'Italia. L’abitato si è sviluppato in epoca moderna, tra il ‘500 ed il ‘600, mentre il suggestivo centro storico legato alla Rocca è di origine medievale e affonda le proprie radici in epoche ancora più antiche.

Il paese si presenta come un piccolo borgo di pescatori allungato verso le rive del lago e dominato dalla Rocca sovrastante. Grazie alle passeggiate lungolago e le spiagge per la balneazione, è insieme a Castiglione del Lago un luogo ideale per vivere al meglio il Trasimeno. Da Passignano partono inoltre i traghetti per entrambe le isole, è quindi un punto di partenza perfetto per esplorare il lago e i suoi tesori.

 

Cosa Vedere

La Rocca Medievale di Passignano sul Trasimeno domina il paesaggio, al di sopra del borgo in posizione sopraelevata. Il nucleo più antico di Passignano è cinto dalla cerchia di mura medievali, che testimoniano lo sviluppo nella trasformazione da piccolo borgo agricolo durante l’Impero Romano a castello e fortezza nel periodo medievale, quando venne a lungo conteso tra Arezzo, Perugia e Firenze.

Dopo una rilassante passeggiata lungolago e un giro all’interno del borgo, una visita alla Rocca è d’obbligo. Si vivrà un vero e proprio viaggio nel passato, immedesimandosi nella realtà locale grazie al piccolo Museo delle Barche sistemato al suo interno. Inoltre, si potrà godere della vista mozzafiato dall’alto degli oltre 30 metri della Torre, ammirando lo spettacolo del lago e delle sue isole.

 

Cucina locale

Sapori unici che resistono nel tempo grazie a ricette semplici ma di grande qualità.

La cucina si basa essenzialmente sulla carne e prodotti di terra ma la vicinanza con le varie località, permette di degustare piatti tipici con caratteristiche differenti ma con un’unicità di sapori e tradizioni.

Scopri Passignano e trascorri una gita fuori porta con amici e famiglia!

 

Ulteriori info: https://www.umbriatourism.it/it/-/passignano-sul-t...

 

 

Roseto Valfortore (Puglia) – Dalla rosa alla pietra

Roseto Valfortore sorge fra i monti della Daunia, su di un'altura collinare a 658 m s.l.m. in posizione dominante sull'alta valle del fiume Fortore. Il territorio comunale, piuttosto ampio e interamente montan, si spinge a sud fino all'alta valle del Miscano, sul versante tirrenico, ove nel Medioevo era situato il borgo fortificato di Vetruscello con due monasteri e la chiesa di San Quirico.

Nel nome c’è il profumo di rose e fiori. Il borgo, che sta faticosamente risalendo dall’abisso di abbandono in cui l’ha lasciato l’emigrazione, vive in simbiosi con il suo meraviglioso bosco ceduo, chiamato Vetruscelli. “Il bosco è un vasto incanto di mistero, dove si spegne l’amarezza di una vita incompiuta, da riscattare altrove. Ci si ristora tra numerose fonti di acque sorgive ed è dolce, nelle sere d’agosto, godersi dal belvedere del “Giro Coste” il cielo stellato e la fresca brezza che viene dal bosco.

 

Cosa vedere

Il borgo di Roseto si presenta sufficientemente ben conservato, come un piccolo scrigno di ricordi dell’arte locale degli scalpellini. L’impianto urbanistico è di derivazione medievale e le viuzze si lasciano percorrere passo dopo passo in tranquillità, accogliendo i profumi e gli scorci di verde del vicino bosco Vetruscelli. Non potrebbe essere altrimenti, per un paese che prende nome dalla rosa canina e che le rose, oltre ad averle nello stemma, le coltiva anche lungo la strada principale. I vicoli del centro storico partono tutti da piazza Vecchia. Sono disposti secondo una tecnica di costruzione longobarda: a uno più largo su cui si affacciano le scalinate delle abitazioni, si alterna uno più stretto che funge da raccoglitore di acqua piovana.

In fondo a ogni vicolo c’era una porta che veniva chiusa al tramonto, a protezione del borgo

L’opera degli scalpellini rosetani rappresenta il patrimonio artistico più importante del paese. Portali, colonne, bassorilievi sono stati realizzati da maestri che per secoli hanno lavorato la pietra della locale cava, situata a sud del borgo. Il territorio è ricco di sorgenti d’acque e zampillanti fontane, di mulini ad acqua, di aree da picnic, di orologi e meridiane, tra cui un orologio meccanico, molto antico, il cui quadrante è opera di artisti locali e una meridiana che abbellisce il fronte della chiesa di Santa Maria Lauretana.

 

Musei e Galleria

- Museo di Arte, raccontala lunga storia del borgo con testimonianze di epoche passate;

- Mulini d’Acqua, funzionanti sino ai primi del  900 sono stati recentemente ristrutturati;

- Osservatorio di Ecologia Appenninica, è Centro di Esperienza Ambientale della Regione Puglia,

  nonché Centro Visita con ambienti espositivi.

 

Piacere e sapori

Sant’ Antonio Abate, terzo sabato di gennaio: la sera si accendono fuochi lungo le strade del borgo.

L’Incoronata, prima domenica di maggio: processione vivente con i bambini in sella ai cavalli, vestiti come i santi venerati dai fedeli.

San Filippo Neri, 26 maggio: è la festa del patrono, con processione lungo le vie del centro abitato e la distribuzione alla folla, in piazza Castello, di pane, formaggio, verdura, latte e vino.

Fiera del Prodotto Tipico del Preappennino Dauno, ultima domenica di giugno: mostra di artigianato e gastronomia.

La grande quantità di fiori e il tartufo nero che abbonda nei boschi fanno di Roseto la “città del miele e del tartufo”. Una denominazione di cui questo borgo dell’Appennino Dauno si fa vanto e che contribuisce alla considerazione in cui è tenuta la sua gastronomia, ricca di cibi semplici e genuini, come il pane, che è buonissimo, e i dolci.

Piatto tipico, cavatelli di farina di grano duro, con germogli teneri della pianta di zucchine, un sughetto di pomodori freschi e un po’ di polvere acre di peperoncini essiccati.

Cosa aspetti? Visita Roseto Valfortore e condividi i tuoi scatti su CamperZone, l’unico social network per camperisti!

Ulteriori info: https://www.borghiautenticiditalia.it/borgo/roseto...

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