CamperZone
by on 11 April 2018
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Un viaggio in 4 regioni per scoprire le bellezze di Furore, il Paese che non c'è, in Campania, Rasiglia in Umbria, tra ruscelli e storia antica!!
Il paese dove ha vissuto il poeta Petrarca, Arquà Petrarca, borgo splendido nella provincia di Padova in Veneto e Bleggio Superiore in Trentino, tra i bellissimi castelli.
 

FURORE (SA) – Il paese che non c’è . . .

Il nostro viaggio oggi si affaccia sulla Costiera Amalfitana, in Campania, nel minuscolo Borgo Furore in provincia di Salerno.

Fin dall’antichità le case spuntavano in modo sparso dai costoni di roccia lungo il celebre Fiordo di Furore, ispirando il nome del paese per via delle onde del mare che si infrangono sulle rocce.

L’invisibilità del paese lo hanno reso noto per “il paese che non c’è” caratteristica attraverso la quale Furore, nel periodo della Repubblica Marinai di Amalfi, all’arrivo delle merci via mare portava a spalla lo scarico, per una lunga scalinata al borgo dove erano presenti le case disseminate lungo un costone della montagna. Inoltre, la caratteristica di avere un abitato sparso garantiva il controllo delle campagne.

Il paese vide la presenza dei Romani che trovarono rifugio presso la montagna in seguito agli inseguimenti dei Barbari; successivamente dalla metà del 400 il borgo appartenne alla nobile famiglia dei Summonte, tra i cui Pietro sacerdote, amico degli umanisti Iacopo Sannazaro e Giovanni Pontano, con cui fondò a Napoli la famosa Accademia Pontaniana, uno dei centri culturali più importanti sotto gli Aragonesi. Risalgono a quest’epoca le strutture proto-industriali annesse all’antico borgo marinaro e da poco recuperate. Furore, da sempre luogo caro agli dei e teatro della storia d’amore tra Roberto Rossellini e Anna Magnani.

Tra gli edifici storici troviamo due mulini e le due fabbriche di carta, interessanti esempi di archeologia industriale che utilizza la forza motrice dell’acqua; accanto a quest’area si trovano i monazzeni dei pescatori, vecchi depositi di attrezzi e le quattro Chiese: la Chiesa di San Michele, la Chiesa di San Giacomo, la più antica del paese; quelle di Sant’Elia e di Santa Maria, con i cupolini di maioliche dei loro campanili e stupendi affreschi.

Ciò che affascina il visitatore è l’ambiente di questo paese-non paese contornato da vedute bellissime di ulivi, pergolati dei limoni con le reti sui pali, tetti rossi, vigne terrazzate, colorate maioliche dei campanili e il mare azzurro sempre presente che cattura il nostro sguardo.

Piaceri e Sapori

Molti sono i sentieri che attraversano il territorio di Furore: il “Sentiero di Abu Tabela”, con una passeggiata di 50 minuti che parte dalla zona Pino e arriva a San Lazzaro ed il “sentiero dei Nidi di Corvo” leggermente più lungo che parte da Centena per arrivare a Bomerano di Agerola.

Per i più “folli” invece c’è il “sentiero dei Pipistrelli impazziti” che ha una durata di 30 minuti; si parte dal Fiordo di Furore e si arriva a Punta Tavola passando per una fitta vegetazione che porta alla vecchia cartiera, abitata da pipistrelli e avvolta da un’aria sinistra e misteriosa.

Decisamente più soft il “Sentiero dell’agave in fiore” che in un’ora e mezza vi porterà da Punta S. Elia a Marina di Praia tra le rupi e che incontra per un breve tratto la “passeggiata dell’amore”.

Il Fiordo di Furore è promotore dell’eco-turismo, per un’esperienza di viaggio nel pieno rispetto della natura dove ha sede l’Ecomuseo del Fiordo di Furore, un progetto importante per il recupero e la valorizzazione delle strutture esistenti come mulini e sistemi idrici di epoche lontanissime.

Sono a disposizione operatori sempre pronti a partire con voi alla scoperta del Fiordo di Furore e dei suoi segreti… per questo consigliamo scarpe comode per arrivare sino al traguardo.

Alla fine delle escursioni non resta che concedersi un tipico piatto-monumento della zona…totani e patate prelibatezza ideata dai contadini-pescatori per sfamare le numerose famiglie. Un piatto all’apparenza povero ma ricco di gusto grazie al quale si riesce a legare il profumo di terra e mare. A seguire si possono gustare la minestra marinata, la caponata, il migliaccio ed altri tipici piatti tradizionali serviti dai ristornati.

Il pomodorino al filo detto piennolo e la vite, coltivata a mezza costa sui fianchi della collina sono i frutti di questa terra generosa che ha “i piedi nell’acqua, il volto baciato dal sole e i fianchi sinuosi di una bella donna”.

Per info https://www.costieraamalfitana.com/furore/

Dove sostare  - https://www.camperzone.it/socialmap/1139/beata-solitudo/

Arquà Petrarca (PD) - Ieri, oggi e domani

Arquà Petrarca è un comune italiano nella provincia di Padova ubicato nei Colli Euganei e al nome stesso è associata la presenza del poeta Francesco Petrarca il quale ha vissuto gli ultimi anni di vita nel meraviglioso Borgo. Oggi il paese conta 1874 abitanti e valorizza un Borgo inserito nel club de “I borghi più belli d’Italia”.

Le origini di Arquà risalgono all’epoca medievale nel periodo di una probabile linea difensiva anti-barbarica che lo collegava alla Rocca di Monselice centro amministrativo longobardo e alla Valle San Giorgio, Cinto Euganeo e verso la pianura di Vicenza ad ovest dei Colli. Nello stesso periodo venne costruito un castello che originò lo sviluppo del villaggio suddividendolo in due nuclei distinti su vari livelli raccolti da edifici di culto. Il villaggio è ormai un agglomerato urbano dalle tipiche case costruite con blocchi di trachite rozzamente squadrati e con i Carraresi, signori di Padova, nel 1318-1405, il borgo diventa sede vicarile.

Passeggiando per Arquà si rimane incantanti dalla sua luminosità che mantiene vivo l’aspetto trecentesco con la presenza di case in pietra chiara, di palazzi signorini e dei luoghi di culto circondati da appezzamenti agricoli che colorano le campagne tra le vegetazioni che affiorano. Salendo a piedi lungo il Borgo si incontrano vecchi lavatoi e abbeveratoi che portano il visitatore sino al sagrato della chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta, dove ritroviamo la tomba del sommo poeta. Arrivando nel borgo alto in Piazza Petrarca troviamo il palazzo Contarini, in stile gotico veneziano del XV secolo e, accanto, una pittoresca osteria detta “del Guerriero”, ora chiusa. Non resta quindi che addentarci per le vie del borgo.

Da non perdere la visita alla casa del Petrarca, l’oratorio SS Trinità e loggia dei vicari, Chiesa di Santa Maria Assunta e il laghetto della costa. Arquà è inserita nel Parco Regionale dei Colli Euganei e grazie a sentieri e piste ciclabili permette di raggiungere punti panoramici o oasi silenziose avvolti dalla bellezza della natura con presenza costante di folta vegetazione.

Delizie da assaporare ed eventi da non perdere

Nel cuore del borgo si possono notare i molti negozietti di artigianato e di prodotti tipici, di alcune aziende aderenti alla Strada del vino dei Colli presso i quali si possono acquistare il famoso liquore “Brodo di giuggiole” o altri liquori a base di erbe come il superbo Estregone.

La prelibatezza culinaria si ritrova con i Bigoli al ragù; spaghettoni fatti a mano con farina e uova, passati in un “torchio” e conditi con ragù di manzo, vitello, maiale, funghi porcini e sugo di pomodoro.

Molti sono gli eventi organizzati nel Borgo tra cui

  • Ogni seconda domenica del mese per le vie del borgo hobbismo e antiquariato dal passato al presente con numerosi espositori provenienti da ogni parte del Veneto
  • MAGGIO 2018 - Fra Piante, Fiori e Erbe si saluta la primavera con una manifestazione interamente dedicata al verde e alla salute
  • 9/10/11 GIUGNO - Festa Santissima Trinità
  • LUGLIO 2018 Il Borgo Divino, L’estate di musica e delizie enogastronomiche
  • AGOSTO 2018 - Calici Di Stelle Euganei, l’evento enogastronomico più importante dei colli euganei con le degustazioni dei vini DOC e DOCG e dei prodotti tipici dei Colli Euganei.
  • SETTEMBRE 2018 - Lavanda e dintorni, celebre manifestazione dedicata alla lavanda, manifestazione che nasce dalla passione per la terra, al desiderio di rivalutare l'antica coltivazione facendo conoscere i segreti di questa meravigliosa pianta.
  • SETTEMBRE 2018 - Vignalta In Borgo
  • SETTEMBRE 2018 - Passeggiate Musicali Concerti In Villa Centanin
  • 7- 14 OTTOBRE 2018 - Festa Delle Giuggiole XXXVIII Edizione, tipico prodotto locale.
  • NOVEMBRE 2018 - Festa dell’Olio Novello La XV Edizione, coinvolge tutti i produttori di olio del Borgo e celebra l’adesione di Arquà all’Associazione nazionale Città dell’olio.

Per ulteriori info http://www.arquapetrarca.com/  

Dove sostare - https://www.camperzone.it/socialmap/1140/area-sosta-camper-remiera-euganea/

RASIGLIA (PG) – Dove i ruscelli scorrono tra le case

Il nostro viaggio prosegue in Umbria alla scoperta di Rasiglia, una frazione montana del comune di Foligno. Il paese è conosciuto come borgo dei ruscelli per via dei corsi d’acqua che attraversano il piccolo centro.  Chiunque sia stato a Rasiglia rimane affascinato dalla bellezza del borgo che lo rende un luogo da favola. Il paese conserva l'aspetto tipico di borgo medievale umbro, raccogliendosi in una struttura ad anfiteatro e sono presenti una cinquantina di casette in pietra che formano un paesino immerso nei boschi attraversato da ruscelli d’acqua collegati da ponticelli di legno e ripide stradine.

Raiglia era nota per i traffici commerciali marittimi tra l’Adriatico e il Tirreno che grazie alla posizione strategica del Castello dei Trinci permetteva i controlli della valle del fiume Menotre; successivamente al dominio militare nella prima metà del 600 si affermarono le attività artigianali di mulini e opifici tessili grazie alla forza idrica del fiume. Da qui in poi il Borgo divenne un vero “centro produttivo” che generò ricchezza e benessere. Alla fine dell’800 il paese contava due lanifici, otto mulini, quattro banche e un ufficio postale. Il declino iniziò durante le rappresaglie della II° guerra mondiale dove i paesani vennero deportati e nel secolo successivo dove fabbriche ed esercizi si spostarono nella più economica Foligno portando il paese progressivamente ad un abbandono in conseguenza anche del terremoto del 1997 che contribuì allo spopolamento di Rasiglia.

Oggi il paese conta circa 70 abitanti e un piccolo Bar; non ci sono né ristoranti né negozi e l’unico ufficio postale presente apre una volta alla settimana ma nonostante ciò il centro medievale emana un fascino magnetico che non passa inosservato all’occhio del turista. Grazie al turismo Rasiglia ha avuto una seconda vita che permette di ammirare la bellezza del Borgo conservata anche in virtù dell’impegno di associazioni che hanno contribuito a rendere viva la storia di un borgo inizialmente assente, avvolto oggi dal mormorio di ruscelli i quali riservano ai visitatori innumerevoli sorprese.

COSA VEDERE

Ciò che colpisce il turista è soprattutto il silenzio interrotto solo da qualche raro abitante che cammina per i vicoli. Rasiglia va vissuta con emozione poiché il borgo si lascia scoprire da solo senza bisogno di indicazioni.

La storia è impressa sulle crepe dei muri degli edifici presenti che mantengono la memoria del passato. Rasiglia è acqua e dunque non si possono non ammirare i ruscelli che scorrono all’interno del borgo e le sue sorgenti. Da visitare anche il Castello del Morro, i due mulini in funzione che generano elettricità e il Santuario della Madonna delle Grazie a circa 1 km dal castello di Rasiglia dove si possono osservare gli affreschi risalenti al XV secolo.

Nei dintorni si può raggiugere il Parco dell’Altolina, lo spettacolo delle cascate del Menotre e le Grotte dell’Abbadessa.

Un Evento imperdibile è il Presepe Vivente nel periodo natalizio.

Per ulteriori info http://www.rasigliaelesuesorgenti.com

Dove sostare - https://www.camperzone.it/socialmap/1142/area-sosta-camper-colfiorito/

BORGO DI RANGO, un gioiello del Trentino Alto Adige.

Per concludere il nostro viaggio ci spostiamo a Rango, una frazione del comune di Bleggio Superiore, uno dei borghi più caratteristici del Trentino.

Le testimonianze del paese risalgono intorno al 2300 a.C. e narrano di una storia ricca di usi e costumi contadini tanto da essere protagonista durante il Medioevo, di frequenti lotte tra i piccoli comuni per i diritti sui pascoli e sui passaggi.

Oggi il borgo appare un gioiello di tranquillità e pace scolpito nella roccia con la presenza di case rurali che rievocano un passato che ha visto la presenza di pastori, mercanti, pellegrini e viaggiatori solitari che hanno sostato per il paese riposandosi e cibandosi grazie alla presenza di palazzi, posti uno accanto all’altro, che permettevano di poter transitare senza uscire all’aria aperta evitando il clima rigido dell’inverno. Tale struttura è ancora oggi il fiore all’occhiello del visitatore che rimane colpito dalla piccola città fortificata.

Nel 2006 Rango è stato inserito nel Club de “I borghi più belli d’Italia” e al momento sono 150 gli abitanti presenti nel paese.

Visitando il Borgo

 Per gli amanti della montagna Rango è sicuramente una meta ideale!

Le auto vengono lasciate appena fuori dal centro storico e il borgo si visita a piedi dove all’ingresso ci accoglie un’ampia scalinata che conduce nel cuore del paese dove si trova la finestra bifora di epoca rinascimentale; a seguire si ammirano le case di grandi dimensioni con caratteristiche aie dove veniva conservato il legname. Un punto d’incontro sia per gli abitanti che per i turisti è la piazza che ospita  la fontana in granito che veniva utilizzata un tempo per dissetare le bestie.

Un altro luogo da visitare è il Villaggio di Balbido conosciuto come il paese dei murales i quali raffigurano e rievocano la storia del paese con accenni di vita quotidiana. Come luogo sacro troviamo la chiesa di Santa Croce del Bleggio, edificio in stile rinascimentale e per finire merita di essere visitato il Museo della Scuola, che riporta collezioni originali di materiale didattico utilizzato nelle scuole dei dintorni nella prima metà del 900.

Eventi

Nel periodo invernale, con l’avvicinarsi della neve e del Natale il borgo ospita un’atmosfera magica che attira moltissimi visitatori per un Natale caloroso e accogliente. Il caratteristico Mercatino di Natale con bancarelle di artigiani accompagnati dai suoni dei zampognari e presepi allestiti dagli abitanti conduce il paese ad un clima fiabesco.  

Uno degli eventi più attesi è il Natale dedicato ai bambini, che si celebra la domenica precedente al Natale, dove il borgo si trasforma in un vero e proprio Villaggio di Babbo Natale grazie al quale i bambini potranno spedire le loro letterine e incontrare di persona Babbo Natale. A questo ambiente incantato, si potranno inoltre assaporare i piatti tipici nelle varie osterie oltre al vin brûlé e dolci fatti in casa.

Altri prodotti locali sono le noci, il salame, la polenta, speck, strudel e altre tradizioni contadine.

Come in inverno anche l’estate risalta la bellezza del borgo rendendolo un luogo di pace, di clima fresco per cui vale la pena trascorrere un’intera giornata.

 Per ulteriori info https://www.visittrentino.info/it/guida/da-vedere/borghi/rango_md_2577

Dove sostare - https://www.camperzone.it/socialmap/1143/area-sosta-camper-comano-terme/

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