CamperZone
by on 13 December 2018
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Viaggiare, sognare, innamorarsi, tre inviti per la stessa cosa. Tre modi per andare in luoghi che non sempre riusciamo a capire

 

BARD (Valle D’Aosta)

(Sotto ad un tetto di Iose)

Il borgo di Bard, nella provicnia d’Aosta, è un autentico concentrato di testimonianze storiche in poco più di 3 km quadri di superficie e per una popolazione di circa 160 abitanti, infatti è il borgo più piccolo della regione.

Oggi considerato uno dei 20 borghi più belli d’Italia.
 Tipico villaggio di attraversamento nato lungo la strada romana, si presenta  ancora oggi nel suo stile medievale anocra intatto.
L’avvicinamento dal lato meridionale lungo l’antico tracciato della via delle Gallie si svolge in un paesaggio caratterizzato da un lato dai vigneti terrazzati alternati alle balze strapiombanti in parte utilizzate come palestra d’arrampicata, e dall’altro, dalle rocce montonate che precedono la rocca del Forte con gli evidenti segni di epoca glaciale (le Marmitte dei Giganti) e di epoca preistorica.

 

Di particolare interesse sono Casa Challant, situata nella piazzetta centrale del Borgo; Casa Valperga, sulla cui facciata è presente un’elegante bifora, ora tamponata, affiancata da due finestre a crociera; Casa Urbano, sede dell’antico mulino; la cosiddetta Casa Ciuca, in cui si può ammirare un bell’esempio di ‘viret’, un’ardita scala a chiocciola dai gradini che si aprono a ventaglio intorno a un’asse centrale; l’elegante Palazzo Nicole, settecentesco, residenza degli ultimi conti di Bard, sulla cui facciata si notano ancora i fori dei proiettili dell’assedio del 1800.

 

Percorrendo la via centrale del borgo si può respirare un’autentica atmosfera d’altri tempi, che diventa ancora più suggestiva nel corso di manifestazioni ed eventi organizzati durante l’arco dell’anno: i presepi che illuminano nelle notti di dicembre l’intera via, le sfilate in costume medievale in coincidenza delle festività di ferragosto o durante il Marché au Fort, la sagra enogastronomica che si tiene ogni anno la seconda domenica del mese di ottobre.

 

Accanto a Bard si sviluppa il centro abitato del vicino Comune di Hône (foto), da scoprire con le sue aree verdi attrezzate per famiglie e con il suo centro storico.

 

CAMPLI (Abruzzo)

(Città d’arte e di storia)

Campli, piccolo borgo in provincia di Teramo in Abruzzo.
E’ diventato ufficialmente uno dei borghi più belli d’Italia nel 2018.
Tantissima storia e cultura racchiusa in un borgo piccolissimo, ma di origini antichissime. Campli ha avuto, sin dalla preistoria, civiltà ed insediamenti propri, come testimoniano diversi reperti archeologici trovati quali strumenti di selce (raschiatoi, coltelli, asce, punte di lance e frecce, ecc.) ritrovate all’epoca della realizzazione del campo di calcio di Battaglia, i resti di un villaggio di agricoltori e allevatori del XIV-XIII secolo a.C. a Coccioli, la necropoli italica di Campovalano con tombe risalenti dal XII al II secolo a.C. oltre ai numerosi reperti romani quali templi, acquedotti, strade, domus, statue, ecc.

 

Da uno studio di ricercatori reatini, è emerso che anche Annibale ha transitato per il comune di Campli quando ha attraversato il passo tra le Montagne Gemelle (di Campli e dei Fiori).

A Campli ci sono inoltre tracce dei Cavalieri di Malta nell’antica chiesa di S. Pietro in Campovalano in due incisi in pietra ai due lati del portone d’ingresso che recano incisa la croce simbolo dei Cavalieri di Malta. Lo stesso simbolo lo si trova anche sullo stemma della corporazione locale della casa Trecentesca dei Lanaioli oltre che in alcuni stemmi ed architravi nel quartiere di Nocella.

La prima cosa che vi risalterà all’occhio appena arrivate a Campli, è il Palazzo del Parlamento detto Farnese, oggi sede del Municipio. E’ l’edificio civico più antico d’Abruzzo, probabilmente costruito intorno al 1286. Originariamente era formato da due piani e fornito di una torre d’avvistamento. I lineamenti architettonici sono in stile gotico, con la tipica disposizione di grandi arcate a pianterreno, salone delle riunioni al piano elevato e passaggio con grande volta di comunicazione tra lo spazio interno e quello esterno dell’edificio. Vi consiglio di fermarvi proprio lì come prima tappa del vostro viaggio, dato che troverete anche l’ufficio turistico nel quale prendere tutte le informazioni che vi servono per visitare al meglio il paese.

La Chiesa di Santa Maria in Platea, ex cattedrale , eretta a Collegiata nel 1395, più volte restaurata che presenta un campanile del modello introdotto da Antonio da Lodi. L’interno è a tre ampie navate, anche se inizialmente era stata concepita con una sola navata, la centrale, che è la più spettacolare con un soffitto ligneo con storie della vita di S. Pancrazio, dipinte nei primi decenni del sec. XVIII da Teodoro Donati di Chieti.

 

CARLOFORTE  (SARDEGNA)

(Anima Ligure)

Carloforte,è uno dei borghi più belli d’Italia nella provincia di Carbonia-Iglesias.
Tuttora strettamente legato a Pegli e Genova, è l’unico centro dell’isola, con seimila abitanti: ti conquisterà con viuzze e vicoli che si inerpicano su un lieve pendio, con scorci colorati e vedute sul mare, con porticciolo e antiche fortificazioni difensive, di cui restano torri d’avvistamento e tratti di mura con fortini, compresa la Porta del Leone. Nell’architettura del borgo, inserito nel club dei più belli d’Italia, si distinguono u Palassiu di inizio Novecento, oggi cineteatro Giuseppe Cavallera, e la chiesa della Madonna del naufrago, che accoglie la statua lignea venerata dai tabarchini, simbolo di fede e unione solidale della comunità. Molto sentita anche la devozione per san Pietro, protettore di corallari e tonnarotti, festeggiato solennemente il 29 giugno. Sul lungomare merita uno scatto il monumento a Carlo Emanuele III, gruppo marmoreo di tre statue (1786) con al centro il sovrano, da cui deriva il nome del borgo, mentre a san Carlo Borromeo fu dedicata la chiesa parrocchiale. A Spalmadureddu c’è la torre san Vittorio, avamposto difensivo costruito con blocchi di trachite, convertito nel 1898 a osservatorio astronomico. Dal 2016 è il museo multimediale del Mare, che racconta la storia carlofortina. Del resto il mare ne è parte essenziale: le coste di san Pietro sono un susseguirsi di rocce frastagliate e insenature. A nord troverai la romantica Cala Vinagra, a nord-ovest il fiordo che si chiude con l’incantevole Cala Fico, a ovest il promontorio di Capo Sandalo, dominato dal faro ottocentesco più occidentale d’Italia, a sud la scenografica spiaggia La Bobba, le scogliere a strapiombo della Conca e Le Colonne, due faraglioni emergenti dall’acqua, simbolo di Carloforte.

Un’esperienza imperdibile è la cucina carlofortina. Fra maggio e giugno, un evento gastronomico internazionale ne esalta le specialità con competizioni culinarie e live cooking: è il Girotonno. Il tonno viene rivisitato in fantasiose ricette. Non da meno, è la pittoresca sagra del cus cus tabarkino, il 25 aprile. Da cucina a cinema con Crêuza de mä, evento carlofortino destinato alle colonne sonore dei film.

 

Carloforte vive tutti gli anni celebrazioni di gemellaggio con Pegli. Anche l'architettura, la cultura, i costumi, gli usi di Carloforte sono di tipo strettamente ligure. La popolazione carolina porta con sé diversi personaggi dell'arte, della cultura, della politica, delle armi, delle arti e mestieri sin dal 1738 per passare attraverso l'epoca sabauda fino ai giorni nostri. Parte della popolazione è dispersa in diverse città di tutto il mondo, soprattutto portuali, non solo per necessità ma per vocazione marinaresca, e molti ritornano da anziani alla terra d'origine. Ad oggi ancora sussistono forti legami tra le parentele divise tra Carloforte e le famiglie diffuse nell'intera riviera Ligure, e anche alcune che erano rimaste nel Nord Africa (sino agli anni cinquanta del Novecento). Oggi si contano numerosi luoghi in cui vi sono piccole comunità di residenti carolini, per citarne alcuni oltre che in Sardegna e nell'Italia peninsulare, negli USA, in Francia, Germania, Spagna, Marocco, Tunisia, Argentina, Australia, Uruguay, Perù, Cile, Gibilterra, nella Boca di Buenos Aires e a Bonifacio in Corsica. Pur di cultura e linguaggio liguri, le caratteristiche specifiche dei tabarchini, pur restando comprensibili agli altri liguri di altre regioni, sono da questi riconosciute come ben distinguibili per le loro particolarità.

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