Giovanni
by on 18 September 2019
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La meta di questo agosto è stata Santa Caterina di Valfurva rinomtata località dell'alta Valtellina, nota per aver dato i natali alla campionessa dello sci Debora Compagnoni. All'arrivo ci accoglie con la consueta ospitalità Massimo il proprietario dell'agriturismo la ''Casetta di Zia Edda'' sui quali prati sorge l'area di sosta. Siamo immersi letteramente nei boschi di abete mentre dall'alto ci domina coi suoi 3670 metri il Ghiaccio dei Forni. Passiamo giorni di relax tra abbuffate di pizzoccheri, passeggiate, escursioni e con la raccolta di qualche pregiato fungo porcino. Ma la mattina del 20 agosto ci giunge una brutta notizia. Nella notte un grosso masso si è staccato dalla storica frana del ''Ruinon'' ed è precipitato sulla strada di collegamento con Bormio provocando ingenti danni. Il paese è isolato le autorita ci informano che l'unica modo per uscire da Santa Caterina è affrontare il famigerato Passo Gavia meta ambita di ciclisti e motociclisti ma estremamenti impegnativo per le macchine, figuriamoci per i camper. Cercano di rassicurarci dicendoci che verrà istuito a fasce orario il senso unico ma il patema d'animo per affrontare il tortuoso percorso rimane. Viene il momento di affrontare la salita che ci porta a quota 2621 del passo. Lentamente arranchiamo e metro dopo metro in circa mezz'ora arriviamo al valico. Lo scenario è splendido ma il nostro stato  ci impredisce di goderne la bellezza consapevoli come siamo che le maggiori difficoltà ci attendono nella discesa. Scendiamo cercando di sfruttare l'effetto ''freno motore'' della marce basse. In prima il motore urla e rischia di andare fuori giri. In seconda il camper acquista velocità che cerchiamo di contrastare con brevi colpi di freno stando attenti a non farli surriscaldare altrimenti sono guai seri. In alcuni punti la carreggiata è larga solo 2,5 mt e il camper è largo 2.20 mt abbiamo solo 15 cm di scarto per parte e per di più la carreggiata è priva di guarda rail. Mia moglie chiude gli occhi per non vedere il baratro e io cerco di ostentare sicurezza mentre in realtà ho fifa. Per di più bisogna affrontare una serie di stretti tornanti. Poi finalmente la discesa si fa più dolce la strada si allarga e dopo pochi chilometri ci troviamo a Ponte di Legno. Siamo contenti per lo scampato pericolo. Ma il nostro pensiero va agli operatori turistici ai dipendenti e agli abitanti di Santa Caterina sappiamo che ci sono altri massi pericolanti e che la situazione è distante dall'avere una soluzione. Con il prossimo ottobre il passo verrà chiuso alla circolazione per il rischio di nevicate in queste situazioni la piccola comunità di Santa Caterina verrà isolata e sarà compromessa la stagione invernale.

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